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Le disgrazie di Pulcinella


ANONYME, "Le disgrazie do Pulcinella" in "Gibaldone de' soggetti da recitarsi all'impronto alcunij proprij e gl'altri da diversi, raccolti di D. Anibale Sersale Conte di Casamarciano, s. d., (n° 23)
Ms cote AA.XI.40, Biblioteca Nazionale, Napoli, p. 73-77, s. d.
(F. Cotticelli, The Commedia dell'arte in Naples : A Bilingual Edition of the 176 Casamarciano Scenarios, London, Scarecrow Press, 2001, t. II, p. 359-363)

Ce scenario de commedia dell'arte, datant de la seconde moitié du XVIIe siècle, figure dans le recueil napolitain, qui contient également "Pulcinella burlato", "Malizie di Coviello" et "Pulcinella pazzo per forza".

Il présente les points de contact suivants avec l'intrigue de Monsieur de Pourceaugnac :


DISGRATIE DI POLLICINELLA

Città : Bologna

Dottore padre.
Tartaglia padre.
Isabelle figlia.
Cintia figlia.
Coviello servo.
Rosetta serva.
Luzio da sé.
Oratio da sé.
Facchino.
Pollicinella.
Ponno anche napolitano intervenirvi sei figlioli vestiti da Pollicinella.
Servi.

Robbe.

Sei spade ed armacolli con sei vesti da bravi ridicoli, balice.
6 barbe, sacco grande, con fune.
2 stanfelle.
Impiastri.
Fascie per fasciare.
Da Pollicinella per Oratio.
Da vammana per Coviello.
Da barbiero per Lutio.
2 cappotti.
Da giudice per Oratio.
Da caporale per Covelli.

Manto per tapparsi.
Lettra, bastoni.
Da medico per Oratio.
Da sposo per Pollicinella.
Scopa, brachiero.
Corna, orinale.
Da Dottore per Rosetta.
Da scrivano per Lutio.

Atto primo :

Prima scena :

Isabella da casa viene lamentandosi con
Coviella suo servo del poco affetto di Oratio, e della fede datali prima di andare allo studio, e doppo un così lungo tempo doppo la sua partenza non haver possuto haver lettera, lui la consola dicendola che non dubiti della fede di quelle, lei lan manda al procaccio per lettere, ed entra, Coviello via.

Oratio ritorno alla padria, e lo amore di Isabbella, e volercela domandare per sposa al padre ; in questo.

Dottore vede quello, si rallegra di sua venuta, dopo scena Oratio gli chiede la figlia per sposa, lui dice haverla casata con un mercante di pietre pumici napolitano, ed havere haùto le letre, che in breve sarà per sposar la figlia in Bolognia, mostrandogli la lettra di quello, e lasciandosela cadere, parte, lui doloroso resta, e voler rimproverar la sua donna, batte.

Isabella vedendo Oratio, con allegrezza corre per abbraciarlo, lui, discostandosi da quella, la rimprovera, lei per non porter parlare, si affligge ; in questo.

Coviello vede Oratio, corre con allegrezza, lui tira la spada per ucciderlo, Coviello chiede la causa del suo cordoglio ? lui li dice il tutto del madrimonio d'Isabella, loro dicono non saperne nulla, vedono un folgio in terra, Oratio conosce esser la lettra dello sposo, caduta al Dottore, la pigliano, la leggono, e sen ridono delle spropositi, Coviello li dice lui disturbare il tutto, concerta Oratio da Pollicinella, li dà il modo di quello, donna entra, Oratio via, e lui parte.

Pollicinella Policinella viene raccontando molte cose al

Facchino con baligge in collo, il quale posa le robbe, e chiede esser pagato, lui li dice esser sposo, e fa il mercante di pietre pumici, quello no voler saper niente, e voler esser pagato, quello, che quando piglia la dote la pagherà, sono a contrasti ; in questo.

Coviello aquieta il rumore, sente esser quello Pollicinella lo sposo, manda il facchino via, e lui resta con Pollicinella, quale li chiede del Dottore ? Coviello con lazzi lo manda in villa, Pollicinella, ponendosi la baligge in collo, via, Coviello confuso resta, e accenna l'amore di Rosetta ; in questo.

Luzio sopra l'amore di Cintia, chiede aiuto a Coviello, quale li dice anche lui essere amante della serva, batte da

Rosetta fa scena amorosa con Coviello, e dopo scena chiama.

Cinzia fa scena di amore con Lutio, Coviello li dice che se loro vogliono essere aiutati, voleva, che s'adoprino ancora per lui ad una sua inventione, quelli promettono, Coviello parla al orecchio a Cintia, e poi li dice che vestendosi come li disse stij lesta a sua chiamata, poi parla al aurechio a Lutio, e poi concerta Rosetta da Dottore, e che stijno pronti a suo cenno ; in questo.

Tartaglia da strada, vede le donne con quelli, adirato li sgrida, Lutio fa il lazzo di passeggio sino alla porta con figlia che cosa quelli volevano ? lei dice : "Signor padre, quelli volevano di me...", s'imbroglia, e col lazzo di "fate che lo dica lei", più volte fatta la scena, sgridandoli le fa entrare ; in questo.

Oratio accappottato, fa passata da bravo, e via, Tartaglia sua paura, e resta ; in questo.

Coviello l'istesso, e parte, lui disperato e pavoroso resta ; in questo.

Dottore Tartaglia fa il lazzo del passeggio, portandolo per la mano, e la passata dell'accappottato. Dottore sen ride, e lo stima per matto, lui li racconta il tutto, Dottore lo consulta di casare la figlia, lui approva il suo parere, infine Tartaglia via, Dottore ridendo resta ; in questo.

Coviello di fretta, dice essere venuto in piazza un forastiero, e domandava di lui, Dottore dubbita non sia lo sposo di sua figlia ; in questo.

Oratio da Pollicinella, con lazzi sciocchi, dice andar cercando il Dottore, e lui esser lo sposo di sua figlia chiamato Pollicinella, Dottore l'abbraccia, e con allegrezza chiama.

Isabella intende esser lo sposo, la guarda, Coviello di dietro fa lazzi, li cenna esser Oratio, lei inteso si contenta, ed abbracciati entrano in casa, Dottore li siegue, Coviello resta, ed allegro per la riuscita inventione via.

Pollicinella dice haver caminato diece miglia con le balige in collo, ed esser stato burlato, dice esserci stata insegniata la casa del Dottore, e voler chiamare ; in questo.

Da dentro lazzi d'allegrezza, dicendo : "Sij il ben venuto il signor Pollicinella", lui intende, si rallegra credendo che l'havevani veduto venire, e facendo allegrezza e con sollecitezza batte.

Dottore dice accomodare la tavola per far desinare il signor Pollicinella, lui si ralegra ; in questo viene fuori, e dice a quello, stimandolo povero, che torni dopo pranzo, ed entra, lui attonito resta, e di novo batte.

Dottore il lazzo "è fatta la carità" ed entra ; lui si adira, e di novo batte.

Dottore lo minaccia per disturbare con indiscretezza la cena, lui dice esser Pollicinella. Dottore sen ride e dice esser matto, che Pollicinella era in casa. Pollicinella dice esser lui, ch'era venuto per la Sposa. Dottore lo chiama furbo, sono a contrasti, e Dottore adirato chiama.

Oratio, da casa da Pollicinella, fa lazzi spropositi, s'attaccano a punia, pongono il Dottore in mezzo, e con lazzi e rumore finiscono l'atto primo.

Atto secondo :

Cinzia da casa chiedendo a

Tartaglia suo padre marito, lui s'adira, dice che attenda a star modesta, che lui, avendo bona occasione, la caserà, la manda in casa, e lui adirato contro di quella via.

Pollicinella doloroso del passato per il Pollicinella falsario ; in questo.

Coviello finge di non conoscerlo, Pollicinella lo saluta e li dice che dall'ora che lui lo mandò in villa non ha possuto veder più il Dottore, li racconta esser stato burlato, per esserci stata insegniata la casa d'un altro Dottore con un Pollicinella falsario, Coviello finge non saper chi sia, né che dice, e non haverlo mai veduto, e che quelli che hanno insegniato la casa, vedendo esser lui forastiero, hanno volsuto prendersi gusto con burlarlo, e che il Dottore suo padrone non steva in quel loco, e li mostra la casa dicendo esserli lui servo, e chiamarsi Meù, e batte da.

Rosetta da Dottore, dopo lazzi chiama.

Cintia con stanfelle da stroppiata, con impiastri, tutta fasciata, fa lazzi con lo sposo, lui non volerla, donne fingendo adirarse, ed entrano, e lui con Coviello resta, e Coviello finge compatirlo, e che lui haveva fatto molto male a venire a prendersi una spoa che non sapeva, senza prima informarsi dal vero, lo consulta che se ne torni, lui di sì, e Coviello via, Pollicinella resta dicendo male dal Dottore ; in questo.

Tartaglia vede Pollicinella, lo conosce, essendoli stato amico, li fa cerimonie, chiede che era venuto a fare in Bolognia ? lui li dice il tutto del madrimonio e della sposa stroppiata e del Pollicinella falzario, Tartaglia li dice che l'avevano burlato, perché il Dottore era un huomo di molto garbo, e la figlia una compita dama, la più bella della città, s'offre far fede per lui che era il vero Pollicinella, e lo vol portar seco per parlarci, Pollicinella ringratiandolo lo priega aiutarlo ; in questo.

Dottore sopra il soccesso delli due Pollicinella, vede quello, si adira, chiamandolo furbo, Tartaglia fa fede esser lui stato ingannato, e che quello era il vero Pollicinella, mercante di pietre pumici napolitano suo amico, e parte, Dottore li chiede perdono per non conoscerlo e con allegrezza chiama.

Isabella le dice esser stati ingannati, e che quello era il vero Pollicinella ; in questo.

Coviello (osserva) e si dispera, Dottore li fa toccar la mano, Coviello li porge di dietro cose ridicole, ed entra, loro rimangono facendo cerimonie, e dicendo che nella città vi sono molte bell'humori che vogliono pigliarsi gusto ; in questo.

Oratio da medico dice a Pollicinella haver fatto l'unguento per il mal francese, lui si adira e bastona quello, quale fugge, loro restano ; in questo.

Lutio da barbiero, li misura il brachiero, lui lo ribbutta, e quello parte, loro restano ; in questo.

Coviello di vammana, dice ad Isabella quando era il tempo del parto, che la mandi chiamando sollecita, Pollicinella si adira, la ributta, lui parte, e loro restani ; in questo fanno entrare Isabella in casa, e loro per il notaro via.

Coviello viene dicendo ad

Oratio che non dubbiti, e lascino oprare a lui per imbrogliar tutti, li parla al orechio, e lo manda via, e lui cenna prepararsi per altre furberie, e chiama.

Rosetta li dice haver sortita bene l'inventione. Coviello che aveva di fare il meglio, la concerta a porsi un manto e che quando sarà tempo finghi esser la moglie di Pollicinella, che era venuta a posta da Napoli per ritrovarlo, per haverla lasciata con sei figli e mezzo. Lei di si e lui lan manda a vestire, e che stij lesta, e che quando li darà il cenno se ne venghi, lei entra, e lui entra, e poi parte per strada.

Dottore e Pollicinella allegri per haver fatti li scritti, ed adesso non esserci più impedimento, e chiamano.

Isabella li dicono che abbracci lo sposo, quella ricusa ; in questo.

Coviello (...) e chiama con cenni.

Rosetta da donna con manto, Coviello via, lei rimprovera Pollicinella d'ingrato, per haverla con seil figli in Napoli e piena di debbiti (qui ponno uscire sei figlioli vestiti da Pollicinella, dicendo esser figli di Pollicinella, e chiamandolo papà gridano : "Pane, pane") e volere andare alla giustitia, e parte, Dottore si adira con Pollicinella per haverlo ingannato, ed esser sposo di una altra moglie, e volere andare a farlo casticare dalla giustizia, fa entrar la figlia, e lui adirato parte, Pollicinella disperato resta ; in questo.

Coviello finge parla dentro, che trattenghino la forastiera ed il Dottore, quali volevano con la Corte carcerar Pollicinella, Pollicinella lo vede, lo chiam signior Meù, Coviello nega conoscer chi sia, e chiamarsi Te l'ho detto, ed essere lavandaio di panni sporchi, e chiede chi sia lui? Pollicinella ce lo dice, poi Coviello li dice che si salvi, perché una donna napolitana, che dice esserli moglie, er il Dottore l'hanno querelato alla giustitia, e che vanno per la città con i sbirri per carcelarlo, ed anderà in galera, Pollicinella confuso lo priega ad aiutarlo, Coviello finge non sapere il modo, infine li dice volerlo servire, e voleva cacciarlo fori la città dentro un sacco di panni lordi, che se per fortuna l'incontrava la Corte e avesse chiesto che robba era nel sacco, lui li dirà esser panni sporchi, e che poi essendo fori le porte della città anderà via, lui si contenta e lo ringratia, Coviello entra, e poi fori.

Coviello con sacco, lo pone dentro e lo lega ; in questo.

Oratio e Lutio Covielo li dice il tutto di Pollicinella nel sacco, e li concerta fingere la Corte, loro voler prima le donne ; in questo lui chiama.

Isabella la consegnia ad Oratio, e li manda via, Lutio resta con Coviello, quale chiama.

Cintia e Rosetta gliela consegnia, e li manda via, lui resta aspettando i servi di quelli per fingersi Corte, secondo sono rimasti approntati ; in questo.

Servi fingono la Corte, dicono che vi sia nel sacco. Coviello panni lordi, loro che era controbando. Pollicinella da dentro il lazzo sporchi, loro lo sciogliono. Pollicinella scappa fuori, e con paura fugge, loro bastonandolo le sieguono, e finiscono l'atto secondo.

Atto terzo :

Pollicinella sopra la sue disgratie ; in questo.

Coviello Pollicinella vendendolo lo chiama signor Te l'ho detto, Coviello dice non conoscerlo, e che lui si chiama : "Tu lo sai tel dirò". e non Te l'ho detto, fatti lazzi sopra del nome Pollicinella li racconta le sue disgratie, Coviello li dice il Dottore era un mago stregone, e che la figlia era bruttissima, e lui per incanti la fa parer bella e tutti, ma aveva le gambe di legnio, gli occhi di vetro, la testa di cocozza, li denti di cera, e che sotto portava la bocca della montagnia di Somma, larga sei miglia e fonda in quantità, e che stij in cervello, e che tutto quel che l'era soccesso erano machine del Dottore, Pollicinella lo ringratia, dopo ringratiamenti Coviello via, e lui rimane ; in questo.

Dottore lo vede, lo rimprovera huomo di due mogli, e Pollicinella lo chiama stregone, sono accontrasti ; in questo.

Tartaglia li riprende, che sempre facevano lite ; Pollicinella li dice che il Dottore era un stregone, e tutte le sue disgratie erano sue fintioni, e che la figlia era bruttissima, con le gambe di legnio, l'occhi di vetro, la capo di cocozza e le denti di cera, come sotto ha la bocca dello monte di Somma, larga sei miglia e fonda in quantità, Dottore adirato vole ucciderlo, Pollicinella fugge, Tartaglia lo placa, e risolvono pigliarsi loro un con l'atro, dicono non esservi le figlie, si disperano ; in questo.

Coviello dice havere incontrato Pollicinella con cinque o sei persone armati che portava via le loro figlie, loro dicono volerlo seguire, ma haver paura delle genti d'armi di quello, pregano Coviello, quale dice che se loro vogliono regalare li buscherà un bravo, loro promettono, e Coviello chiama.

Oratio da bravo, tira la spada facendo braure. Loro fugono per la paura, Coviello li trattiene, che non temano per che quello era così furioso, Oratio promette aiutarli, e li porta ad armarsi, Coviello resta, e dice volere imbrogliar tutti ; in questo.

Pollicinella disperato vede Coviello, la chiama : Tu lo sai tel dirò. Li dice avere ingiuriato il Dottore, quale, vedendosi scoverto, voleva ucciderlo, e lui haveva scampato via. Coviello li dive che stia su la sua, perché il Dottore con due bravi lo vanno cercando per ucciderlo. Pollicinella lo priega a salvarlo. Coviello li dice voler difenderlo, ed armarsi con uno altro amico suo ed accompagniarlo. Pollicinella lo ringratia, e per armarsi partono.

Tartaglia, Dottore ed Oratio armati alla ridicola, cercando Pollicinella con l'inimici ; in questo.

Lutio, Coviello e Pollicinella armati si vedono con quelli, fanno lazzi di passeggio. Oratio dice a Lutio : "Mi conosci chi sono io ?". Lutio di : "No." Oratio dice : " Io sono Orlando". Lutio risponde : "Ed io sono Rinaldo". E abbracciati partono con il lazzo di "O signor parente". Ed entrano, loro restano. Coviello dice a Tartaglia : "Io sono Mandricardo". E dice Tartaglia : "E io sono Ferrau". E abbracciati fanno il simile. Pollicinella e il Dottore restano. Pollicinella dice : "E tu chi sei Dottore ?". Dice il Dottore : "Io sono Angelica". E Pollicinella risponde : "Ed io sono Marfiza bizzarra". Ed abbracciati partono facendo il simile.

Isabella e Cintia non haver veduto più i loro amorosi. Temono di qualche incoveniente ; in questo.

Oratio e Coviello travestiti, ridono del passato ; in questo si avvedono delle donne, si danno a conoscere, li raccontano le burle fatte a Pollicinella, e ridendo tutti via nel casino per prepararsi a nuovi inbrogli.

Policinella armato alla ridicola, haver perso i compagni ; in questo.

Vecchi lo vedono solo, cacciano mano per ucciderlo, lui grida ; in questo.

Oratio da giudice, Lutio da scrivano e Coviello di caporale, li fanno li mandati, loro restano timorosi, li dicono haver perse le figlie ed havercele quello rubate, quelli, che le figlie sono in porter della Corte, e di volere il loro consenzo per potersi casare a gusto loro, vecchi di no, loro che anderano carcerati, vecchi per paura si contentano, loro chiamano.

Isabella dice volere Oratio, loro chiamano.

Cintia domandata chi voglia, lei Lutio, loro chiamano.

Rosetta volere Coviello, loro si levano le barbe, scoprono il tutto, e con matrimonii finiscono la commedia.

Scena 3 :
Cintio, poi Fabritio, poi Coviello e detti.

Cintio da garzone dell'i incurabili porta le coppole impeciate a Policinella per la zella, Policinella suoi lazzi ; in questo Fabritio da cacci mole con stigli per cacciar la mola guasta a Policinella che la fa puzzare il fiato, Policinella suoi lazzi ; in questo Coviello da medico per sanare a Policinella il mal francese, Gratiano fa una ingiuriata a Policinella, e parte, Policinella sdegnato con quelli fatta scena via, quelli fatti lazzi colle donne si spogliano di quell'abiti, e ad uno ad uno si scopreno, dichiarando tutta l'invenzione, scoprendosi Cintio amante d'Isabella, quale li corrisponde, e fanno scena amorosa, dandosi fede di matrimonio, il simile fa Coviello con Rosetta, poi Coviello cerca ad Isabella che l'improntasse Rosetta per fare un'altra invenzione, Isabella si contenta, e entra, Coviello parla all'orecchio a Rosetta e a queeli, e poi ne li manda tutti, dicendoli che vadino a fare quel che l'ha detto. Tutti via. Coviello resta ; in questo.

Scena 4 :
Policinella e Coviello.

Policinella disperato per il soccesso, Coviello ci attacca discorso, domandando che habbia. Policinella conta tutto il soccesso. Coviello li dice esser stata sua fortuna, e che ne ringratii il Cielo non haversi pigliato Isabella, essendo donna publica, e haver fatto molti figli, e al presente esser di quattro mesi. Policinella lo ringratia di questo aviso, e via Coviello. Policinella sdegnato fa un'ingiuriata sotto le finestre di Gratiano ; in questo.

Scena 5 :
Gratiano, Isabella, Rosetta e Policinella.

Escono con furia per quelle parole contro Policinella, quale li dice della gravidanza e de figli, e fatta scena Isabella domanda chi l'habbia detto ? Policinella dice Coviello, Isabella sdegnata contro Coviello dichiara non esser vero, e per dispetto, volersi pigliare Policinella per marito, mentre li cacciano questa mala fama, e intanto che vuol dar la mano a Policinella escono.

Scena 6 :
Cintio, Fabritio e detti.

Cintio e Fabritio, vedendo questo, con scusa complimenti e rallegrarsi del matrimonio impediscono Isabella a dar la mano, dando tempo di venire.

Scena 7 :
Coviello e detti.

Coviello da marinaro con una lettera, fatti suoi lazzi e scena dà lettera a Policinella, dicendoli haver portata sua moglie e figli, e via Coviello, fatti prima lazzi di volere esser pagato, e via Cintio e Fabritio, poi Gratiano legge la lettera, che finge esser venuta dal socero di Policinella, lamentandosi d'haver lasciata la moglie con quattro figli. Policinella dice non esser vero, e Gratiano con le donne restano sospesi ; in questo.

Scena 8 :
Rosetta con quattro figlioli, Gratiano, Isabella e Policinella.

Rosetta travestita e con manto dice esser la moglie di Policinella, e li quattro figlioli loro figli, e correno i figli attorno al padre, come anche la moglie con diversi lazzi, e fatta scena che Policinella dice non conoscerli, la finta moglie chiama la guardia. Gratiano e Isabella ingiuriando Policinella entrano, e Policinella dice non conoscerli. La finta moglie chiama la guardia, Gratiano e Isabella ingiuriando Policinella entrano, Policinella confuso con quelli figlioli, che lo tengono afferrato per le gambe gridando : "Pane!". Vuol fuggire, casca, quelli se li buttano sopra, e con questi lazzi finiscono l'atto secondo.

Atto terzo :

Scena prima :
Cintio e Rosetta e poi Isabella.

Ridendo della burla fatta a Policinella, poi batteno da Isabella, quale esce. Cintio li restituisce Rosetta e li paral d'amore. Isabella la scaccia, dicendo volere Policinella. Cintio ne li domanda la cagione. E Isabella li dice l'infamia cacciata da Coviello delli figli e gravidanza, donne in casa. Cintio resta adirato contro Coviello ; in questo.

Scena 2 :
Fabritio, Cintio e poi Coviello.

Fabritio vedendo il fratello adirato ne li domanda la cagione, Cintio li dice il tutto, e fatta scena risolveno ammazzare Coviello ; in questo esce Coviello, quelli vonno ucciderlo, dicendoli la causa, Coviello fatti lazzi li dice che chiamino Isabella, che li dirà il tutto, quelli la chiamano.

Scena 3 :
Isabella, Rosetta e detti.

Coviello narra haver detto quello per non far fare il matrimonio con Policinella, Isabella si placa, perdonano a Coviello e si danno di nuovo fede di matrimonio tra Isabella e Cintio, Coviello e Rosetta, donne in casa, e loro via.

Scena 4 :
Policinella e poi Gratiano.

Policinella confuso per tante cose soccesseli ; in questo esce Gratiano, e fatta loro scena e lazzi Policinella li promette fedi e pleggiaria di non esser vero quel che l'hanno imposto, Gratiano si capacita, appontano di nuovo il matrimonio e chiamano.

Scena 5 :
Notaro Piombino e detti.

Si fa la solita scena con li soliti lazzi come vanno, e fatta la solita burla. Notaro via, quelli restano e batteno.

Scena 6 :
Isabella, Rosetta, Gratiano e Policinella.

Gratiano vole che si facci il matrimonio, Isabella ricusa, Gratiano l'appletta e sono a contrasti ; in questo.

Scena 7 :
Coviello, Cintio, Fabritio e detti.

Coviello da scrivano e Cintio e Fabritio da sbirri, Coviello vuol carcerare Policinella per debito, e fatti lazzi. Policinella fugge. Pio Coviello voler esser pagato da Gratiano colla dote che dà a Policinella, Gratiano non volerne saper niente e non voler fare il matrimonio. Coviello li fa il mandato che non possi uscire la porta di sua casa sotto pena di 1000 scudi e tre anni di carcere. Gratiano se n'entra dicendo alle donne che preghino lo scrivano, quelli si dichiarano, ma senza spogliarsi, chi sono colle donne, e burlano fra di loro con quelle. Gratiano fra tanto s'affraccia alla finestra, grida, che vede il scrivano con i sbirri burlar colle donne, facendo suoi lazzi, il scrivano li fa ordine che non parli mettendoli la pena. Gratiano fa suoi lazzi muti, quelli parlano in segreto colle donne, e fatta scena donne in casa. E Gratiano si ritira, quelli restano, e Coviello si mette in un cantone assieme con quelli per aspettare Policinella ; in questo.

Scena 8 :
Policinella, Coviello, Cintio e Fabritio.

Policinella timoroso per l'occorso, quelli l'afferrano, e fatta scena e lazzi il scrivano li dà ordine sotto pena di galera che non eschi la porta di sua casa, acciò non parli da vicino con Gratiano per essere scismatico. Policinella entra, poi quelli via.

Scena 9 :
Gratiano e Policinella.
Ognuno dalla sua finestra, fanno loro lazzi e s'ingiuriano, Gratiano a Policinella per li debiti, e quello a lui per esser scismatico ; in questo.

Scena 10 :
Cintio, Fabritio, Coviello e detti dalla fenestre.

Coviello da scrivano, e Cintio e Fabritio con l'habiti propri. Cintio chiama Isabella, Gratiano suoi gridi e lazzi come anche Policinella, il scrivano dice a Gratiano e a Policinella che non si partino dalle fenestre, e lui chiama Isabella.

Scena 11 :
Isabella, Rosetta e detti.

Cintio amoreggia, tocca la mano e abbraccia Isabella. Gratiano e Policinella loro lazzi, e il scrivano fa il simile con Rosetta, e fatta scena e lazzi il scrivano fa calare a basso Gratiano e Policinella.

Scena Ultima :
Tutti fuora.

Coviello cerca perdono, si scopre, quelli lo perdonano, si conclude il matrimonio tra Isabella e Cintio. Coviello e Rosetta, e con allegrezza finiscono l'opera.




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